Recensione: "My Policeman" di Bethan Roberts - Gli anni '50 e un amore proibito

 

Harry Styles


Bethan Roberts è un’autrice britannica di racconti e romanzi. Scrive testi per BBC Radio 4. “My Policeman”, pubblicato in Italia da Frassinelli, è il suo maggior successo letterario. Dal libro è stato tratto il film omonimo prodotto da Amazon e interpretato da Harry Styles, Emma Corrin e David Dawson. Un romanzo dalla struttura classica, consigliato a chi ama le storie d’amore tormentate e impossibili.

Tom è un poliziotto di umili origini. Non è un uomo istruito però è curioso; ha voglia di apprendere: di leggere, di conoscere l’arte, la pittura. Soprattutto: Tom è bellissimo. Un adone. Tom fa girare la testa a uomini e donne. 

"Il suo sorriso è come la luna 
di settembre: misterioso, carico di promesse" 

“My Policeman” racconta un triangolo amoroso proibito nell’Inghilterra degli anni Cinquanta. La vicenda è ambientata a Brighton, città stretta dall’abbraccio del mare. Marion, giovane maestrina dai capelli rossi, anche lei di estrazione semplice, s’innamora follemente di Tom, i due si conoscono da ragazzi, poiché Tom è fratello della migliore amica di Marion, la rossa. Rossa una caratteristica fisica che, se vogliamo, è simbolo del suo carattere spigoloso e tagliente; sebbene non lo dia a vedere. Recita la parte di un’innocua ragazzetta di sani principi. In realtà, Marion è bacchettona e possessiva. O almeno lo sarà per buona parte della sua vita. Fin quando una voce interiore, un pungolo, non le darà il tormento indicandole che l’orgoglio e la gelosia sono il peggiore dei mali. Sarà proprio lei, infatti, a portare scompiglio e infelicità nell’esistenza di tre persone (lei compresa). Bethan Roberts concepisce una trama drammatica che resta indelebile nella mente del lettore. 

"Non posso chiederti di perdonarmi, Patrick, 
ma spero fosse nel mio diritto chiederti di prestarmi orecchio"

Tom sposa Marion per non dare nell’occhio. Conquistarsi una posizione rispettabile in una società che puniva con la galera l’omosessualità (leggere a questo proposito “Maurice” di E. M. Forster). E allora s’affretta a prendere in moglie Marion pur avendo un focoso, solido, legame con Patrick, un uomo più grande di lui, un intellettuale, pittore ed esteta che gestisce il museo della città. Tom è realmente innamorato di Patrick. La loro relazione, però, deve forzatamente restare segreta. Tom sa di non poter fare a meno di Patrick tuttavia reprime i sentimenti, per evitare il peggio. Il peggio, però, puntualmente si manifesterà.

La storia, si diceva, è ambientata a Brighton, città in cui vive l’autrice del romanzo che ha voluto così rendere omaggio a questi luoghi. L’ispirazione per la trama è anche un modo per celebrare lo scrittore inglese E. M. Forster, fra i preferiti della Roberts. Forster ebbe una relazione con un poliziotto sposato, un triangolo andato avanti a lungo col consenso della moglie dell'agente. La donna rimase accanto a Forster quando lo scrittore stava per morire. 

“My Policeman” non è solo un libro sull’amore e l’intolleranza, parla anche di perdono e pentimento. Marion, colei che provoca sofferenza, in vecchiaia si confessa coraggiosamente senza reticenze a un Patrick gravemente ammalato. Marion si sfoga in una sorta di memoir, ricordando l’incontro con Tom, il fidanzamento, le nozze. Un matrimonio che mai diventò quel tripudio di gioia che lei sperava: il cuore di Tom apparteneva a Patrick.

Marion scrive il resoconto mentre accoglie in casa (sua e di Tom) un Patrick allo stremo delle forze al quale restano poche settimane di vita. Lei se ne sta prendendo cura, lo lava, lo imbocca, gli parla, gli legge “Anna Karenina”. "My Policeman", suddiviso in cinque parti, contiene anche il diario di Patrick, un Patrick giovane che descrive la relazione con Tom e passa in rassegna i giorni di prigione (verrà richiuso perché gay). In carcere Patrick sarà picchiato a sangue da un compagno di cella. 

Con una scrittura semplice e ricca di dettagli, Bethan Roberts scava a fondo nella memoria privata e in quella tragica di un’epoca intera.

©micolgraziano

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