"Novecento" di Alessandro Baricco - Lemon e l'onnipotenza della possibilità

 
Alessandro Baricco


Alessandro Baricco (Torino, 1958) è uno degli scrittori italiani più noti e tradotti nel mondo. “Novecento” (1994) è un’opera che ha conosciuto grande successo. È un monologo, definito dall’autore con queste parole: “Un testo che sta in bilico tra una vera messa in scena e un racconto da leggere ad alta voce. Non credo che ci sia un nome, per testi del genere”. Giuseppe Tornatore ne ha tratto il celebre film “La leggenda del pianista sull’oceano” (1998). 

Un libretto snello, “Novecento” (54 pagine). Si sa, i libri agili sono spesso densi, carichi di simbolismi. “Novecento” non fa eccezione. Dietro un'apparente allegria, ci racconta dell'angoscia e del male di vivere. Del terrore scaturito dalle infinite possibilità. Della paura di scegliere. Dell'ansia dell'errore. Novecento, il protagonista, teme di perdersi nel tortuoso labirinto del mondo di fuori. Un groviglio di miliardi di strade, il mondo. Come trovare la via giusta? Novecento se ne resta, allora, in un guscio: il suo bel piroscafo Virginian, che taglia l'acqua avanti e indietro, dall'Europa all'America, andata e ritorno, ogni volta. Sul Virginian è nato, Novecento, e sul Virginian morirà. Avvolto tra le fiamme, in un incontro, quasi mistico, d'acqua e fuoco. Dalla nave non scenderà mai. Novecento rinuncia a metter piede sulla terraferma. Si era anche vestito di tutto punto per affrontare il mondo di là tuttavia ci rinuncia. "Novecento" è un libro che si divora. Stile semplice. Oralità pressante. Quel modo chiaro, informale, leggermente strafottente, di raccontare le cose. Un dialogo diretto col lettore/spettatore. Impossibile lasciarlo a metà. Le scene scorrono davanti agli occhi. "Novecento" risente della letteratura americana e del pensiero esistenzialista (Baricco è laureato in filosofia). A parlare in prima persona è un jazzista, un certo Tim, suonatore di tromba e amico di Novecento. Tim ci dice che Novecento è un pianista geniale. Nessuno suona (e mai suonerà) come Novecento. Pianista magico che danza col pianoforte cullato dalle onde. Dove ha imparato Novecento quell'arte straordinaria? Mistero. Le storie più belle non spiegano nulla. Novecento, si chiama il pianista, ma il suo nome è altrettanto unico: Danny Boodman T.D. Lemon Novecento. "Novecento" è una melodia di poeti e lupi mare. S'attacca alla pelle come certi sogni che non vanno più via dalla testa. Resta un odore di salsedine e un gusto di limone sulla lingua. Novecento è orfano. Un neonato che, un giorno, non si sa come né perché, viene trovato in una scatola di cartone, nella sala da ballo della prima classe, sul pianoforte. 88 tasti ha il pianoforte. 88 tasti che diventeranno, per Novecento, il miglior sentiero lungo il quale camminare. Troverà l'infinito in una goccia. Ovvero: il Virginian

©micolgraziano

Commenti