Micro noir: “Volevo essere la sigaretta di Jean Paul” di Micol Graziano (cap. 4)

 

“Volevo essere la sigaretta di Jean Paul”

La verità di Jean Paul 

Finalmente sono io, Jean Paul, a parlare. A dar la giusta piega alle cose. C’ho le tasche piene di quell’insipida di Erin, zucca vuota, che va starnazzando frottole a destra e a manca. La gente m’addita perché lei s'è inventata che sono una specie di stallone pronto a ingravidare femmine a pagamento. È una povera pazza frustrata. Tutti lo sanno: ha tentato d’ingoiare un tubetto di pillole. Voleva crepare. È finita sul giornale e in televisione, in quelle trasmissioni spazzatura dove la gente lava i panni sporchi senza ritegno. Non se la fila manco un cane, ecco la verità. Vorrebbe diventare chissà chi, lei. Una specie di Balzac o di Virginia Woolf, vorrebbe diventare. E invece si trova a scrivere articoletti merdosi a due spicci. L’amico di un amico, che bazzica certi ambienti, me lo ha spifferato. Tutto il mondo è paese; si sa. Lei viene al bar, da Brenda, a ubriacarsi. Si scola cinque o sei stanghe ed esce che barcolla. Qualche volta l’ho incrociata in coda al cesso, pronta a vomitare pure gli occhi.

Dice che alla fermata dell'autobus io le ho fatto: somigli a un maiale. Ma quando? Se anche l’avrò detto, che pareva una scrofa, non mi ricordo, e comunque: sarà stato perché ero stufo dei suoi sguardi liquidi, sotto e sopra. M’ha confessato dritta dritta che voleva divorarmi qui e lì, avrebbe cacciato un paio di bigliettoni. Mi ricordi quell'attore, mi fa. Senti cara mia, le rispondo, io non sono quel tipo, okay? Non capisco perché alcune femmine sono fissate con certi pensieri, che un uomo voglia solo calarsi le braghe. Non scherziamo. Io sono pieno di femmine da sballo. Non vado certo con una che c’ha i capelli rossi e le lenticchie in faccia. Le rosse non mi pompano sangue. Erin è sciapa. Ma soprattutto: pazza da legare. Non è intera, Erin. Mi odia perché l’ho scartata. Ogni tanto la vedo che entra nel portone della psicologa sulla quarta strada. Erin mi spaventa. Quella sarebbe capace di spellarmi vivo. Porta spesso dei guanti neri di gomma. Perché?

©micolgraziano


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